Ufficiale della Regia Aeronautica, calciatore e martire di Mauthausen-Gusen
Nato a Pedace il 7 luglio 1910 da una distinta famiglia silana, Mario Martire si distinse fin da giovanissimo per le doti atletiche, diventando un idolo sportivo locale come ala destra e mediano nell'A.S. Cosenza "Lupi della Sila".
Nel 1935 scelse di seguire la sua vocazione per il volo arruolandosi nella Regia Aeronautica. Conseguito il brevetto di pilota militare, partecipò con valorose azioni alla Guerra di Spagna ed alla campagna d'Albania.
Durante il secondo conflitto mondiale, Mario Martire raggiunse il grado di Maggiore di Aviazione, guidando rischiose missioni di bombardamento e ricognizione nei cieli del Mediterraneo. Per le sue doti di coraggio fu decorato con Medaglie al Valore Militare.
Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 rifiutò la collaborazione con le forze occupanti e si unì ai nuclei della Resistenza partigiana nel Veneto.
Catturato a Venezia a causa di una delazione nazifascista mentre organizzava il trasporto di materiale bellico per i partigiani, fu sottoposto ad interrogatori ed alla deportazione nel campo di sterminio di Mauthausen-Gusen in Austria.
Resistette con fermezza morale alle torture ed ai lavori forzati, spegnendosi nel sottocampo di Gusen il 17 febbraio 1945 a soli 34 anni, pochi mesi prima della liberazione dell'Europa.
Fotografia d'archivio conserveata nell'Archivio di Stato di Cosenza.
Il ponte principale sul fiume Busento a Cosenza intitolato alla sua memoria.
La base dell'Aeronautica Militare sulle vette della Sila intitolata a Mario Martire.